di Cecilia Bello Minciacchi,
Paolo Giovannetti,
Massimilano Manganelli,
Marianna Marrucci
e Fabio Zinelli
a cura di Massimo Rizzante e Lello Voce
di Yolanda Castaño
di Domenico Ingenito & Fatima Sai
di Maria Teresa Carbone & Franca Rovigatti
Nessuno se la prenda a male, ma questa è davvero l’Italia dei ‘poetini’. A gettare uno sguardo a ciò che fanno la maggior parte dei poeti delle nuove e nuovissime generazioni, almeno quelli più ‘visibili’, viene lo sconforto. Mentre nel resto del mondo la poesia si avventura su strade nuove, tenta di ritrovare il senso della propria esistenza, ricollocandosi nel corpo e nella voce del poeta, scommette su se stessa, rischia l’azzardo dei nuovi media (chi non mi crede provi a informarsi su ciò che accade nel resto d’Europa, o nelle Americhe), qua da noi è tutto un florilegio di plaquette su plaquette, (...)
Apre i battenti quest’anno a Bolzano il primo FESTIVAL DEL CAMMINARE, diretto da Luca Gianotti.
Due eventi a ingresso libero, a cura di Luigi Nacci, saranno dedicati alla poesia. Un poetry slam a tema e una camminata scandita dai versi dei poeti.
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Venerdì 20 aprile, ore 21
1st International Walking Poetry Slam
Il primo poetry slam dedicato al camminare in tutte le sue forme
con:
Dome Bulfaro (Monza)
Arno Dejaco (Bozen)
Franziska Holzheimer (München)
Lene Morgenstern (Bozen)
Mieze Medusa (...)
Carabba ha riportato in auge una discussione vecchia di almeno quarantanni,e in realtà mai sopita, quella che riguarda il rapporto travagliato tra pubblico, poeti e poesia. Bene, le sue affermazioni, provocatorie, – sono state volutamente fraintese, come era immaginabile, dai chierici della poesia nostrana, trattate alla stregua di quelle di un apostata. In Italia se verseggi in modo da farti capire solo da quella compagine di scribacchini che frequenti da quando hai 15 anni verrai chiamato intellettuale – in libreria forse non ci finirai proprio, ma ti sarà stato riconosciuto uno status, e (...)
Da (le nudecrude cose)
a. Le nudecrude cose se ne fottono o, più esattamente, restano imperturbabili. Hai voglia a ricoprirle con tappezzieri, pittori, arredatori. C’è sempre la carta vetrata, al fondo del muro, l’asse maestro. Dietro, l’oceano.
b. Molti, furbissimi, ne profittano occultandole a proprio uso e consumo. I più infilano occhiali, rosa nera, ignavi. Per paura. Un tacito patto a ignorarle finché è possibile: è possibile per poco.
c. Se immagina l’intelaiatura, lo scheletro, è di silice e di titanio. Le nudecrude sono pietre dure, che durano, adattandosi con impercettibili (...)
Sono un discreto ribelle, e so andarmene via
al momento giusto, senza servire nessuno.
Nessun ossequio, non sarò, semplicemente,
disponibile, assente nella fila, non faccio parte
degli effettivi. Come rivoltoso, poi, sono indolente
e manco di costanza: non parteciperò
all’assedio se prolungato, e non farò la scolta
affamato, insonne, anche perché dormire
bene è più che importante, nessuna
rivoluzione dovrebbe dimenticarlo: le grandi cazzate,
come le fucilazioni degli innocenti, si fanno
per troppa economia di sonno.
Ma per amare, io credo,
non esista vocazione: per questo mi (...)
Per qualche tempo me ne sono andato in giro sui social network (sostanzialmente Facebook e Twitter) a spammare in giro frasi provocatorie contro il romanzo.
Poi son rimasto nell’angolo, a vedere l’effetto che faceva… Ne ho dette di tutti i colori, sin che da un popolo di romanzieri e lettori di romanzi, abituato com’è a tenere il culo ben aderente alla sedia, o al divano, non ci si poteva certo aspettare la Rivoluzione.
Le reazioni sono state un oceano e molte piuttosto inviperite, com’era facilmente prevedibile.
Ovviamente lo scopo non era quello di calunniare il romanzo. Ne leggo (...)
Parliamo un po’ di aggettivi e sostantivi…
Che l’attributo “poetico” abbia sempre avuto una sua certa ‘allure’ prostituzionale è indubbio. Da tanto tempo ormai moltissime cose, che non hanno niente a che vedere con la ‘poesia’, sono ‘poetiche’.
Sono poetici film, pièce teatrali e quadri, balletti e – ovviamente – romanzi e canzoni, ma sono poetici anche gol (quelli di Maradona e di Pelè, ad esempio) e ciclistiche fughe dal gruppo, nell’inerpicarsi su alti Resegoni, abiti d’alta moda, automobili, architetture, sin monologhi televisivi e foto di famiglia, meglio se su riviste patinate e di dinastie di (...)
Giuliano Mesa
Quattro Quaderni
Zona editrice 2000
10-s- ancora. Cinque sculture in atto
I
prendi due suoni tra due pietre
e fanne un masso,
fanne un ammasso che dirompe,
sfrangia, sfera che si fa crepa,
che s’apre,
e s’apra come una pietra percossa
( e saprà, se saprà dirlo ancora)
II
con molta impazienza,
molta fretta di fermare le mani,
formando un nido,
per acquietarvi l’ombra,
solco che scava, luce dopo luce,
s’impolveri l’ombra,
e poi rimanga, e poi rimanga ancora
III
cinque per dieci, occhi,
che non guardano
che vedono, soltanto,
ciò che sta per (...)
E’ proprio vero che le strade che menano all’Inferno sono lastricate di buone intenzioni. Sicuramente erano buone le intenzioni del Corsera nel lanciare una nuova collana di libri di poesia che si possono acquistare in edicola, insieme al quotidiano.
E’ Natale e a Natale siamo tutti più buoni, tanto buoni da arrivare alla follia di pubblicare dei versi.
Noi tutti piccoli, insignificanti poeti e lettori di poesia di questo impoeticissimo mondo multinazionale, siam grati del filantropico pensiero.
Niente da dire, peraltro, sulla scelta dei primi titoli, a cura di Nicola Crocetti, tutto nella (...)
Se questo cosmo
Se questo cosmo
che a noi sembra così minuto
potessi io racchiudere in svelte parole,
sbilenche o irridenti,
spiegando tracce con tratti
violenti e ingrati;
come sola la mano esegua
un percorso orbitale
possa io vivere in vere parole
l’adunarsi di lumi e di lune
attorno ai tavoli dei caffè.
Vicino al temporale
La luna ora
è un dito puntato, sfacciato,
su di noi,
costruiti come case popolari;
l’elettricità evade
le apparenti nubi,
al limitare
di parole indovinate
Arrivi
S’intuisce dall’odore del metallo. Uno dice
“è (...)