Teoria e critica
 
 
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recitazione, emissione fonetica, interpretazione

Articolo postato martedì 7 novembre 2006
da Nevio Gambula
(visto l’interesse per la realizzazione vocale della poesia, propongo un testo appena pubblicato sulla rivista on-line "le reti di dedalus") “La poesia è l’esitazione prolungata tra suono e senso” P. Valéry Sergio Colomba, dicendo della voce di Carmelo Bene (La voce di narciso, il Saggiatore), afferma che l’attore salentino si occupava della parola puntando «alla vocalità come rendimento poetico». In sintonia con Colomba, credo che alcuni nodi cruciali dell’attore contemporaneo riguardino non (...)
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Il Manifesto, 2006

Articolo postato giovedì 2 novembre 2006
da Lello Voce
Sono forse due le qualità principali de Il Cristo elettrico, il nuovo romanzo di Lello Voce appena uscito per la giovanissima casa editrice milanese NoReply (pp.204. euro 14): rapidità della vicenda e densità del linguaggio. Alternando racconto diretto a stile epistolare, Voce scansiona e squaderna gli spostamenti ed episodi o meglio le disavventure del tossico Enrico tra «libertà» minacciata e oscillante, e carcerazione praticamente definitiva. Tutti i più accorti e rabelaisiani meccanismi di una (...)
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La Stampa - Tuttolibri, 2006

Articolo postato giovedì 2 novembre 2006
da Lello Voce
Lello Voce, cinquantenne, è tra i migliori esponenti dell’ultima ondata di poeti sperimentali, emersi ufficialmente nei primi Anni Novanta, tanto da sentirsi tentati di costruire un Gruppo 93, raccogliendo tra il serio e il faceto un’eredità dal Gruppo 63, con la pratica più spinta di un polistilismo verbale sparato in tutte le direzioni. Nello stesso tempo Voce conferma una bella peculiarità dei nostri poeti, di non restare chiusi nel loro orticello ma di aggredire baldanzosamente anche l’ambito (...)
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Articolo postato martedì 3 ottobre 2006
Agli occhi di Lawrence il più elevato e nobile traguardo che l’uomo possa prefiggersi consiste nell’appartenere all’immanità organica dell’universo, nell’essere cellula di un corpo sempre perfettamente e assolutamente vivo, soggetto/oggetto di «un desiderio che è carne e sangue e non si affida ad altro che al proprio viaggio» (14): si comprende allora come l’ossessione nostalgica di Lawrence per la (presunta) rotondità autoriflettente del paganesimo ignori o voglia nascondere l’inquieto vuoto notturno, (...)
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Nota su Frammenti d’immagine. Scene, schermi, video per una sociologia della sperimentazione di Alfonso Amendola

Articolo postato lunedì 2 ottobre 2006
da Erminia Passannanti
Liguori Editore, 2006, pp.239. Nota critica di Luigi Metropoli Se il teatro fosse un organismo vivente, ne vedremmo i cambiamenti bio-tecnologici nell’ultimo periodo della sua esperienza terrena. Lo vedremmo come in un film tratto da un romanzo di Philip K. Dick o come un lavoro di Cronenberg o lo filtreremmo attraverso le teorie di De Kerkhoove: in altre parole vedremmo come la protesi, la contaminazione, l’ibridazione ne modificano lo statuto rendendolo altro. Continuando a restare nella (...)
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