Teoria e critica
 
 
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alfabeta2 - giugno 2013

Articolo postato sabato 22 giugno 2013
da Lello Voce
Non so se Haroldo de Campos conoscesse l’opera di Osvaldo Lamborghini, né posso qua azzardare ciò che mi piacerebbe azzardare, e cioè che, se l’avesse conosciuta, gli sarebbe piaciuta moltissimo. Quello che so di certo è quanto Lamborghini sostiene a proposito del suo amato Rimbaud e cioè che il francese «dice me ne vado, ma bisogna intendere che viene; dalla prospettiva francese uno pensa che Rimbaud se ne vada e immedesimandosi se ne va con lui. No tu non te ne vai con lui, te ne stai qui ad (...)
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Corriere della Sera, febbraio 2013

Articolo postato domenica 24 febbraio 2013
da Lello Voce
Se Pasolini, al volgere dei ’60, aveva ragione a parlare di ‘salto antropologico’, vien da chiedersi come definire quello che è accaduto dopo, di cui noi tutti siamo testimoni e, in qualche modo, protagonisti. L’accelerazione è stata ancor più brutale di quella dell’immediato dopoguerra e la digitalizzazione delle società umane a cui stiamo assistendo è di proporzioni enormemente maggiori, sia qualitativamente che quantitativamente, rispetto ai cambiamenti a cui faceva riferimento lui. Più che di (...)
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inpensiero, 6, 2012

Articolo postato domenica 30 settembre 2012
da Lello Voce
a Haroldo De Campos a Augusto De Campos a Horacio Ferrer #1 Occorre innanzitutto precisare quella che è una mia convinzione profonda e cioè che la poesia sia un’arte implicitamente politica, indipendentemente dai temi che essa decide di trattare, ma precisamente per la sua forma, e, ancor più precisamente per le forme della sua ricezione. Il rapporto tra artista e fruitore caratterizza in modo radicale le arti e le loro forme e ciò vale, a maggior ragione, per un’arte che, come ha (...)
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Daniele Novara intervista Stefano Raimondi

Articolo postato mercoledì 18 luglio 2012
da italo testa
“...PER VENDICARE TUTTI I BAMBINI” DN:La poesia è linguaggio. Il linguaggio è morto. È morta anche la poesia? SR: La poesia è un “affare” della lingua e del linguaggio. È la loro risposta. Nell’economia della comprensione, la poesia è quella più attiva e più efficace, determinandone le pause, l’arresto, l’attenzione. Attività queste che, in un mondo in cui sotto lo stato della “globalizzazione” si vanno ad intrufolare le giustificazioni più assurde, determinano ancora la salvaguardia dell’umano. La (...)
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par Jean-Pierre Bobillot

Articolo postato giovedì 17 maggio 2012
da Lello Voce
Incontestablement, une révélation en cette décennie qui commence. Deux livres très brefs réunis en un. Le premier, plus résolument visuel (mais déjà, au moins potentiellement, sonore) : Zaroum, d’abord publié à Helsinki (2001) ; le second, plus délibérément sonore (mais toujours, quoique plus discrètement, visuel) : Notes pour solistes , d’abord publié à Stockholm (Notes for soloists, 2009). C’est, d’abord, les caractères de la machine à écrire qui frappent le curieux, donnant d’emblée leur (...)
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