Articolo postato sabato 13 aprile 2013
Hai voglia a provare a far finta di nulla e a dimenticare che l’Ytaglia è l’Ytaglia e che qua tutto accade in certo modo che una volta si sarebbe definito sciatto e provinciale, almeno ogni volta che LorSignori del mainstream ci mettono le loro manacce sopra.
Questa volta tocca alla video-poesia.
Sono ormai almeno tre lustri che nel mondo si lavora a una cosa che Augusto De Campos, già all’inizio degli anni ’80 (dico 1980!) definì “clip-poemas”, video-poesia.
Nel mondo esistono decine di (...)
Articolo postato domenica 24 febbraio 2013
Se Pasolini, al volgere dei ’60, aveva ragione a parlare di ‘salto antropologico’, vien da chiedersi come definire quello che è accaduto dopo, di cui noi tutti siamo testimoni e, in qualche modo, protagonisti. L’accelerazione è stata ancor più brutale di quella dell’immediato dopoguerra e la digitalizzazione delle società umane a cui stiamo assistendo è di proporzioni enormemente maggiori, sia qualitativamente che quantitativamente, rispetto ai cambiamenti a cui faceva riferimento lui. Più che di (...)
Articolo postato domenica 16 dicembre 2012
Dico soltanto che non dovete giudicare chi sbaglia
perché non conoscete il giudizio di Dio
(Beata Angela da Foligno)
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Tratto da
Storie di cibo - racconti di vita
Skira, 2012
Nello stesso volume testi di:
Amato
Balestrini
Ballestra
Campo
Doninelli
Kerbaker
Marchi
Scurati
Articolo postato sabato 15 dicembre 2012
PICCOLA CUCINA CANNIBALE di LELLO VOCE, FRANK NEMOLA E CLAUDIO CALIA HA VINTO IL PREMIO NAPOLI 2012 [Ibridi Letterari]
In attesa di pubblicare le Motivazioni, ripropongo qua, con l’aggiunta dell’audio, il brano più partenopeo della raccolta, con la voce di Maria Pia De Vito, la chitarra di Stefano La Via, l’elettronica di Canio Loguercio e Frank Nemola, il pianoforte di Rocco De Rosa
Napoletana
(Serenata a dispetto)
[per ascoltare il brano clicca qui]
-gli amori diceva conviene ucciderli (...)
Articolo postato sabato 10 novembre 2012
Eu não sou eu nem sou o outro, Sou qualquer coisa de intermédio: Pilar da ponte de tédio Que vai de mim para o Outro. * * * * * Esta inconstancia de mim próprio em vibração É que me ha de transpôr ás zonas intermédias, E seguirei entre cristais de inquietação, A retinir, a ondular… Soltas as rédeas, Meus sonhos, leões de fogo e pasmo domados a tirar A tôrre d’ouro que era o carro da minh’Alma, Transviarão pelo deserto, muribundos de Luar— E eu só me lembrarei num baloiçar de palma… Nos oásis, (...)