I blog d’autore
 

par Pierre Le Pillouër

aggiornato giovedì 17 maggio 2012
 

di Cecilia Bello Minciacchi,
Paolo Giovannetti,
Massimilano Manganelli,
Marianna Marrucci
e Fabio Zinelli

aggiornato domenica 18 marzo 2012
 

di Sergio Garau

aggiornato lunedì 6 febbraio 2012
 

di Claudio Calia

aggiornato venerdì 2 dicembre 2011
 

a cura di Massimo Rizzante e Lello Voce

aggiornato domenica 27 novembre 2011
 

di Luigi Nacci & Lello Voce

aggiornato domenica 13 novembre 2011
 

di Massimo Arcangeli

aggiornato martedì 30 agosto 2011
 

di Massimo Rizzante

aggiornato venerdì 29 luglio 2011
 

di Giacomo Verde

aggiornato sabato 4 giugno 2011
 

di Rosaria Lo Russo

aggiornato sabato 21 maggio 2011
 

di Gabriele Frasca

aggiornato giovedì 5 maggio 2011
 

di raphael d’abdon

aggiornato sabato 2 aprile 2011
 

di Stefano La Via

aggiornato giovedì 24 marzo 2011
 

di Maria Teresa Carbone & Franca Rovigatti

aggiornato giovedì 17 marzo 2011
 

di Chiara Carminati

aggiornato giovedì 13 gennaio 2011
 

di Domenico Ingenito & Fatima Sai

aggiornato mercoledì 10 novembre 2010
 

di Yolanda Castaño

aggiornato martedì 9 novembre 2010
 

di Gianmaria Nerli

aggiornato giovedì 16 settembre 2010
 
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Attraverso il poetry slam e non solo la poesia di lingua tedesca è popolare, di successo e in crescita.

Articolo postato lunedì 11 ottobre 2010
da Sergio Garau
Pubblico per la poesia. Pubblico pagante 5, 10, 15 euro. Sale concerti, club, teatri di 400, 800, 1600 posti esauriti. Pubblico debordante, fuori, in coda, nei foyer, ai maxischermi, rimandato a casa. Pubblico che non demorde e cerca, guarda video, foto, commenta, vota, compra CD, DVD, magliette, adesivi, spillette, persino libri. Di poesia? Di che stiamo parlando? Poesia contemporanea? Non del tutto. Separarla dalla prosa o capire quando il testo vada accapo non è spesso possibile, né qui di (...)
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Articolo postato martedì 5 ottobre 2010
Avete mai provato a entrare in una classe di bambini piccoli, poniamo della scuola dell’infanzia, e a dire: “Oggi facciamo poesia”? Otterrete una reazione uniforme: sorridono, si agitano sul tappeto, mettono già in movimento mani e piedi nell’idea di un ritmo che verrà. Provate a fare la stessa cosa qualche anno dopo, in una quinta elementare: al suono della parola “poesia” le spalle si afflosciano, le guance sbuffano, gli occhi guardano di lato prendendo un’espressione vagamente delusa, del tipo (...)
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di Domenico Ingenito

Articolo postato domenica 3 ottobre 2010
Cosa resta di Forugh Una vita conclusasi violentemente a trentadue anni, quella di Forugh Farrokhzad – nel 1967 – disseminata da polemiche, scandali e da cinque raccolte di poesie di cui l’ultima è postuma. Come postumi sono i quattro decenni di diatribe – divina Forugh – o ingenua voce, bruciata nelle piazze durante gli anni neri, compianta da migliaia di persone ogni inverno sotto la neve, a cercare quelle due giovani mani, quelle due giovani mani / sotterrate dal peso della neve senza sosta. (...)
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par Françoise Clédat

Articolo postato lunedì 27 settembre 2010
Une peur d’abord. Peur de se confronter à l’expérience d’un autre mais par soi-même récemment traversée. Peur de revivre l’invivable déjà cependant vécu. La mort de l’aimé(e) . Avec l’entre-parenthèses d’un e muet par où s’échangent les places avec le genre, qui meurt, qui survit, séparé(e). Peur de poète aussi pour s’être, en cette prétention, risquée - parce qu’il n’y avait d’autre choix, d’autre devoir possible -, à écrire l’au-delà de tout écrit ; pour en avoir éprouvé l’absolue nécessité, et tout autant , (...)
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Articolo postato lunedì 27 settembre 2010
Quali sono. Le cose che ci stanno a cuore. Vivente solleva il peso di questa domanda. Piera Oppezzo romapoesia 2010, ma il titolo vero del festival di quest’anno è poEtiche: settanta donne di tutte le età, ragazze e signore e vegliarde, che per una settimana, dall’11 al 17 ottobre, si incontrano a Roma mattina pomeriggio e sera per leggere poesie, per discutere di quello che siamo e di quello che vogliamo essere, per tracciare possibili genealogie, linee che ci congiungono alle madri di (...)
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