Absolute Poetry 2.0
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POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI

INAUGURAZIONE DELL’INSTALLAZIONE ACUSTICO-VISIVA E PRESENTAZIONE DEL CATALOGO

Articolo postato lunedì 15 maggio 2006
da Christian Sinicco

Roma - Giovedì 1 giugno, alle ore 18, presso la Galleria Michelangelo sarà inaugurata l’installazione acustico-visiva poema disumano del poeta e artista triestino Luigi Nacci. L’opera, accompagnata dai quadri di Ugo Pierri, unisce esperienze estetiche diverse, come l’ascolto, la lettura, la visione (realizzazione video di Guido Indri). L’istallazione, curata da Gianmaria Nerli, resterà udibile/visibile al pubblico fino a domenica 18 giugno. In concomitanza sarà presentato il catalogo dell’opera, libro+CD, anch’esso con illustrazioni di Ugo Pierri e interventi fonico-musicali di Lorenzo Castellarin, supportato dai saggi introduttivi di Nerli e Marianna Marrucci e la postfazione di Rosaria Lo Russo (edizioni Galleria d’arte Michelangelo).

Dell’opera verrà presentata anche una seconda versione provvista solo del testo (modificato rispetto a quello edito nell’altra edizione) data alle stampe nella collana “Opera Prima” curata da Flavio Ermini per la Cierre Grafica, con l’introduzione di Ermini e la postfazione di Iain Chambers.

«Il poema disumano è un’installazione-proiezione acustico-(visiva), che unisce voce, suono, scrittura-lettura, immagini, musica. Nata come poesia, o meglio come fusione della scrittura poetica con l’emanazione del proprio suono (la voce delle proprie parole trasformata e dis-integrata in suono), ha il grande merito di non sacrificare all’interazione le specificità dei suoi diversi linguaggi. La scrittura resta scrittura, il suono resta suono, la musica musica, le immagini immagini. Niente è annullato nell’indistinzione sensoriale, ma al contrario tutto viene montato e fatto significare: alla compattezza dell’amalgama percettivo si sostituiscono l’attrito e l’incontro tra ambiti di senso distinti e multiformi [...] Ecco, l’installazione di Luigi Nacci punta, se non ad abbattere la porta, almeno a ricostruirne i confini, a ridefinire la soglia al di là della quale vivono un soggetto e forse un senso diverso. Quella soglia che prende la consistenza organica di una membrana che vibra, e si scioglie nell’ascolto. E ascoltando, questo è l’ottimismo disumano del poema, lo spettatore dà forma sensibile, volto, consistenza alla nuova antropologia che siamo diventati, ridefinisce il confine, lo spazio, la dimensione della tragedia umana. Ascoltando rimette in moto il percorso dell’arte e della sua possibilità di significare: perché se l’arte significa, significa anche l’uomo» (dalla prefazione di Gianmaria Nerli).

«E a questo punto arriva il poema disumano di Luigi Nacci, e meno male che arriva. Spira aria nuova nelle stanze del poema. Perché di un regolarissimo poema costituito di stanze, ottave, di endecasillabi si tratta. Un poema assolutamente unitario, classicamente unitario, senza stravolgimenti grammaticali o sintattici (espediente che fino ad ora era parso quasi consustanziale alla contemporaneità), rispettoso delle regole di reiterazione fonica di cui i maestri linguisti e semiologi ci hanno insegnato costituirsi lo ‘specifico poetico’, eufonico nel dettato, regolare con quella clausola in quartina, insomma un poema in ottave con tanto di attanti epici. Insomma, la partitura testuale del poema disumano non fa una grinza. È buona poesia, di ottima fattura, matura nella tenuta linguistica e metrica, un ottimo esordio [...]. Ma Nacci, e qui sta la profonda innovazione, ha curato in maniera assolutamente originale e performativamente geniale, non solo il testo ma anche la “regia” del poema. “Regia”: adesso sappiamo che il testo è una partitura teatrale oltre che poetica [...]. L’autore-regista non interpreta letteralmente il testo dell’autore-poeta, lo riscrive vocalmente trasformandolo in opera di poesia performativa vera e propria, indipendente, anzi in conflagrazione evidente, con il ‘messaggio’ letterario» (dalla postfazione di Rosaria Lo Russo).

17 commenti a questo articolo

POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2008-04-14 13:15:25|

l’installazione disumana replica a milano: 21 aprile ’08, ore 18, spazio studio!

luigi


> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-18 18:46:25|di Martino

Eh beh... che c’è di strano? Dai premi certo non prestigiosissimi in cui sono stato giurato negli ultimi anni, in mezzo alle solite cose certo non di grande qualità (per usare un eufemismo), sono stati premiati anche Fabrizio Lombardo, Matteo Zattoni, Massimo Baldi, Pietro Federico e altri bravi giovani poeti. La battaglia si fa sui testi, mica sull’interesse personale. Quello di Nacci per me era nettamente il migliore fra tutti. Io certamente l’ho sostenuto, insieme ad altri due testi che mi sono piaciuti e si sono ben piazzati. Il testo di Nacci ha preso 10 da un giurato (non da me) e tutti gli altri voti sopra l’8. La Giuria (entro cui, tra l’altro, io sono l’ultimo arrivato) ha lavorato davvero bene e senza sotterfugi. Sono contento che abbia vinto Luigi perché è bello vedere un premio, una volta tanto, va a qualcuno che se lo merita.

Tra l’altro, gli anni scorsi più diffusamente, quest’anno con meno metodo, ho incentivato i poeti che conosco a partecipare ai premi di cui sono giurato, non perché poi si debbano aspettare un occhio di riguardo ma perché possono essere sicuri che la giuria si comporta correttamente e giudica i testi senza pre-giudizi e magari anche con un briciolo di qualità di lettura. In particolare quando ero Presidente di giuria del Premio "Il Fiore" e avevo avuto l’opportunità di scegliere gli altri giurati (Davoli, Cera Rosco, Molinaroli e Simonelli), in due edizioni di fila abbiamo fatto vincere due poeti del 1981, invece dei soliti trovatori a cliché della domenica. E infatti ci hanno cacciato via!


> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-18 14:57:12|di un tifoso dell’Inter-Pool

Martino, non giochiamo con le intercettazioni, che ho appena saputo che Nacci ha vinto un premio a pIstoia dove c’eri tu in giuria.


> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-18 11:06:01|di Martino

Uhm... "come promesso".... Ma allora è vero che hanno intercettato le conversazioni telefoniche di Massimo Orgiazzi con Luciano Moggi, con quest’ultimo che gli raccomanda di inserire in Liberinversi
Luigi Nacci, Michela Miti e un cugino dell’arbitro De Santis che ha vinto un Premio di Poesia a Battipaglia???


> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-16 11:51:56|di Massimo

Auguri a Luigi e complimenti sinceri. Segnalato tutto anche dall’altra parte, come promesso.


http://liberinversi.splinder.com

> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-16 11:14:15|di L.

meio doman che ogi
:-)


> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-16 10:52:06|di Christian

Luigi, tu lo sai che scendo a Roma solamente per infangare il tuo pessimo lavoro -altro che presentazione dei libretti verdi. Se fossi serio faresti presentare a me, ma non ti preocccupare... se mi lo ciapo ogi, ti te lo ciapi doman:-)


> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-16 09:58:21|di maria

Ma poveretto Chris, tutti ad infierire su di lui. Luigi sei davvero un disumano. Lasciatemelo vivo ché mi serve per un progetto e se ci riusciamo vi facciamo una bella sorpresa su Abs...ma non anticipiamo.
Adri se vengo a Roma, ricordati "IL LIBRO"...due piccioni con una fava, magari riunissimo i due...sono emozionata sto dando i numeri...Chris fatti sentire via mail...


> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-16 00:01:59|di Luigi

Caro Martino, è Sinicco che lo piglia :-))))


> POEMA DISUMANO DI LUIGI NACCI
2006-05-15 23:40:32|di Martino

Luigi, congratulazioni e auguroni. Sai già che purtroppo non potrò esserci. Vi aspetto a Pistoia per una sbornia disumana.

M.

P.S. Ma nella figurina disumana che ha messo il Sinicco chi sei tu e chi è l’altro? :-)


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