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	<title>AbsoluteVille - Qui si parla di poesia, in tutte le sue forme</title>
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		<title>AbsoluteVille - Qui si parla di poesia, in tutte le sue forme</title>
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		<title>Imitazioni? No grazie! La via italiana al video-clip di poesia</title>
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		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Polemos</dc:subject>

		<description>Hai voglia a provare a far finta di nulla e a dimenticare che l'Ytaglia &#232; l'Ytaglia e che qua tutto accade in certo modo che una volta si sarebbe definito sciatto e provinciale, almeno ogni volta che LorSignori del mainstream ci mettono le loro manacce sopra. Questa volta tocca alla video-poesia. Sono ormai almeno tre lustri che nel mondo si lavora a una cosa che Augusto De Campos, gi&#224; all'inizio degli anni '80 (dico 1980!) defin&#236; &#8220;clip-poemas&#8221;, video-poesia. Nel mondo esistono decine di (...)

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 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L150xH65/arton2511-9ab64.png&quot; width='150' height='65' style='height:65px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Hai voglia a provare a far finta di nulla e a dimenticare che l'Ytaglia &#232; l'Ytaglia e che qua tutto accade in certo modo che una volta si sarebbe definito sciatto e provinciale, almeno ogni volta che LorSignori del mainstream ci mettono le loro manacce sopra.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa volta tocca alla video-poesia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Sono ormai almeno tre lustri che nel mondo si lavora a una cosa che Augusto De Campos, gi&#224; all'inizio degli anni '80 (dico 1980!) defin&#236; &#8220;clip-poemas&#8221;, video-poesia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel mondo esistono decine di festival dedicati a chi prova a tradurre, o a &#8216;transcreare', in video la poesia: a Berlino come negli States, in Australia, in Spagna, in Francia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche qua da noi. Dopo le prime presentazioni ad Absolute Poetry del 2005, da tempo esiste un ottimo Festival internazionale di video-clip di poesia, si chiama Doctor Clip, si tiene a Roma, ben diretto da Luigi Cinque.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tantissimi sono gli autori italiani che ne realizzano di splendidi, il duo Fontana-Poce, Giacomo Verde, Sparajurij Lab, Caterina Davinio, Elena Chiesa e tanti altri.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ovviamente quando poi una roba cos&#236; va a finire nelle manacce di cui sopra, ne viene fuori uno sproposito, come le nuove 2 puntate di Rai Educational, appena pomposamente annunciate da Repubblica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A leggere di cosa si tratta vengono i brividi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Intanto per l'intento assolutamente &#8216;decorativo' che le immagini dovrebbero assumere nei confronti delle parole, lo dicono gli autori stessi: &#171;(&#8230;) arriva Poetryclip, un programma di Sandro Vanadia e Vanni Pierini, da un'idea di Stefano Ribaldi, che ha l'ambizione, non piccola in verit&#224;, di portare la poesia in tv e di tradurre i brani poetici in veri e propri videoclip. Poetryclip, appunto, senza accompagnamento musicale, senza alterare il codice espressivo della poesia affiancando, alla voce del poeta, delle immagini, una &#8220;sceneggiatura&#8221; che abbia un senso, che sia completamento e arricchimento delle parole e al tempo stesso &#8220;autonoma&#8221; rispetto al loro significato letterale&#187;. E viene il sospetto che, quando si dice &#8216;sceneggiatura', si intenda &#8216;scenografia'&#8230;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci&#242; che colpisce &#232; poi l'ottusa supponenza con la quale si pretende di portare a casa capra e cavoli: la poesia &#8216;tradizionale', che quella, guai a chi la tocca, che &#232; scritta e basta e si legge nei libri, e l'innovazione tecnologica, che per&#242; si limita invitare la poesia a fare una gita fuori porta, cos&#236; da renderla pi&#249; facile e digeribile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;&#8221;Non ci aspettiamo certo, e neppure per la verit&#224; ci auguriamo, che basti associare immagini e testi &#8216;recitati', e alludere cos&#236; al mondo e ai riti della cultura pop, per coinvolgere un pubblico anche solo lontanamente paragonabile a quello della musica &#8211; dicono Vanadia e Pierini &#8211; pi&#249; semplicemente si vuole verificare l'ipotesi che quello del videoclip possa essere uno degli strumenti televisivamente appropriati per divulgare e far circolare, in forme inedite e non accademiche, il messaggio della poesia contemporanea, aiutandolo nella conquista di nuovi spazi d'ascolto e di nuovi fruitori&#8221;&#187;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bella roba vero? Alla faccia di tutta la ricerca espressiva e formale di anni e anni, in Ytaglia la video-poesia sarebbe questa robaccia qu: la video-didassi della poesia scritta (e muta, nonch&#233;, &#232; il caso di dirlo, cieca).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Com'&#232; costruito il programma, volete sapere? No, non lo dimenticavo, era per riservare alla fine il meglio&#8230;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Con 4 soliti noti poeti 4 che concedono benignamente le loro opere somme alla video-vulgata (no, i nomi non ve li dico, se no sembra che sia una faccenda personale, ma mica &#232; colpa mia se son sempre loro, sempre gli stessi), autori che, al solo pensiero che la poesia possa essere qualcosa di diverso dalla parola muta, vanno in deliquio, hanno le convulsioni, sbavano di rabbia, ma che poi, al momento opportuno, sono l&#224;, pronti alla comparsata catodica, (vuoi mettere?), pi&#249; alcuni &#8216;testimoni' (testimoni? S&#236;, testimoni, proprio cos&#236;) che &#8211; meraviglia! &#8211; parleranno del loro rapporto con la poesia, tutta gente cyber, autori ultra-sperimentali. Esperti delibatori di versi e nuove tecnologie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Udite, udite, sono: Giorgio Albertazzi, Max Gazz&#232;, Paolo Villaggio, Sebastiano Maffettone, Melissa P., Sandra Petrignani, Gino Castaldo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che figata, vero? E non si dica che in Ytaglia non c'&#232; una cultura all'avanguardia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ok, la smetto di lamentarmi, non faccio altro, lo so.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per&#242;, per favore, voi poi non state ad annoiarmi con i cinesi che copiano il Made in Italy, loro almeno copiano bene, noi nemmeno a copiare siamo buoni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Ah, dimenticavo: lo sapete chi firma l'articolo in cui si parla della comparsata video-poetica di Gino Castaldo? No? Ma &#232; Ernesto Assante, l'altro gemello del duo musicale di Repubblica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come si chiama quella rubrica che tiene Serino, qua su Satisfiction? I furbetti dell'inchiostrino? Ecco, appunto.)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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<item xml:lang="it">
		<title>La Poesia all'esame orale</title>
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		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Teoria e critica</dc:subject>

		<description>Se Pasolini, al volgere dei '60, aveva ragione a parlare di &#8216;salto antropologico', vien da chiedersi come definire quello che &#232; accaduto dopo, di cui noi tutti siamo testimoni e, in qualche modo, protagonisti. L'accelerazione &#232; stata ancor pi&#249; brutale di quella dell'immediato dopoguerra e la digitalizzazione delle societ&#224; umane a cui stiamo assistendo &#232; di proporzioni enormemente maggiori, sia qualitativamente che quantitativamente, rispetto ai cambiamenti a cui faceva riferimento lui. Pi&#249; che di (...)

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 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L113xH150/arton2510-389e0.jpg&quot; width='113' height='150' style='height:150px;width:113px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Se Pasolini, al volgere dei '60, aveva ragione a parlare di &#8216;salto antropologico', vien da chiedersi come definire quello che &#232; accaduto dopo, di cui noi tutti siamo testimoni e, in qualche modo, protagonisti. L'accelerazione &#232; stata ancor pi&#249; brutale di quella dell'immediato dopoguerra e la digitalizzazione delle societ&#224; umane a cui stiamo assistendo &#232; di proporzioni enormemente maggiori, sia qualitativamente che quantitativamente, rispetto ai cambiamenti a cui faceva riferimento lui. Pi&#249; che di un salto bisognerebbe parlare di una serie di salti, a intervalli sempre pi&#249; brevi, salti sempre pi&#249; alti &#8211; e dunque shock sempre pi&#249; brutali &#8211; che da allora si susseguono, mutando radicalmente i paradigmi delle nostre percezioni e quelli della nostra &#8216;esperienza del mondo e del linguaggio'.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Che tutto questo abbia influenzato e influenzi le arti, e in primo luogo la poesia e la letteratura, non pu&#242; meravigliare, anche perch&#233; una di queste svolte epocali riguarda precisamente i codici linguistici, il rapporto tra scritto ed orale, cos&#236; come esso viene praticato ed esperito a livello antropologico globale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La possibilit&#224; di conservare e rendere stabile e dunque &#8216;ricorsiva', ri-eseguibile la voce umana, in uno con il diffondersi dei social network e delle chat digitali, in cui l'odierna impermanenza dello scritto si fa evidente, ci suggeriscono che da una societ&#224; in cui &#8220;scripta manent, verba volant&#8221; si stia passando ad un mondo in cui &#8220;scripta volant, verba manent&#8221; , un mondo, cio&#232;, molto meno &#8216;alfabetico' di quello a cui siamo abituati.
Tutto ci&#242; non significa affatto che si sia ritornati alla situazione di partenza, ovviamente: comporre testi destinati all'oralizzazione &#232; compiere un'operazione anche intimamente letteraria e non solo performativa, o di neo-orale naivet&#233;, intanto giacch&#233; questi testi nascono scritti e &#8216;anche' scritti restano, poi perch&#233; essi avranno caratteristiche letterariamente assolutamente nuove, anche e precisamente nel loro essere dei testi scritti e non solo nel loro realizzarsi in questa o quella &#8216;oratura', dato che la loro destinazione finale, che &#232; orale, ne muta profondamente anche le forme scritte, alfabetiche.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Uno sguardo al panorama poetico internazionale non pu&#242; che confortare le osservazioni proposte sin qua: la poesia, pur continuando a essere in molti casi poesia nata per essere fruita in silenzio, &#232; ormai anche - e con diffusa evidenza - poesia &#8216;oralizzata', testo che si realizza compiutamente solo attraverso la sua &#8216;esecuzione', sia dal vivo che in registrazione. Molti dei grandi maestri dell'ultima parte del &#8216;900 sono ancora vivi e produttivi, si pensi ad autori come Ferrer, Giorno, Kwesi Johnson, Blaine, Lunch, Pey, Last Poets e quelli che ci hanno lasciato, come De Campos, Scott Heron, o Prigov, hanno seminato benissimo, almeno a giudicare dagli autori delle generazioni successive (nati tra gli anni 50 e i 70) tra cui sono molte le personalit&#224; di spicco internazionale, a volerne citare qualcuno, il brasiliano Antunes , gli inglesi Lachlan Young e Beard, gli americani Williams, Rucker, Ladd il sudafricano Kaganof, l'occitano Karpenya, l'austriaco Uetz,; per giungere sino ai pi&#249; giovani - un elenco che sarebbe invero molto pi&#249; lungo: il russo Delphinov i germanofoni Boettcher e Vetter gli spagnoli Accidents Polipoetics, Escoffet, Ajo, la sudafricane Splinter e Molebatsi, i francesi Eupedien e Kuntz, lo svedese Bowers, il polacco Piasecki, il brasiliano Domeneck, la lituana Labanauskait&#279;, gli americani Gibson e Beaty, gli inglesi Francois e Sissay.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Si tratta di autori in cui, a un'alta qualit&#224; formale a livello letterario, si accompagna una grande abilit&#224; e coscienza formale a livello performativo, che talora non si limita alla semplice esecuzione orale di un testo, ma tenta la scommessa successiva, quella del dialogo con la musica, trasformandosi in spoken music.&lt;br&gt;
Alcuni di loro, soprattutto i pi&#249; giovani, si sono fatti strada attraverso il Poetry slam, la competizione poetica inventata dall'americano Kelly Smith negli anni 70 e che ormai &#232; diffusa in tutto il mondo, imponendosi come una delle strade pi&#249; efficaci per richiamare alla poesia un pubblico sempre pi&#249; ampio, attento, &#8216;auditivamente' competente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Pi&#249; complessa, frammentata, &#232; la situazione italiana. Se &#232; evidente una diffidenza maggiore dei lettori di poesia italiani, piuttosto riluttanti a sperimentarsi anche come &#8216;ascoltatori' di poesia, e un'ostilit&#224; della critica che non ha pari in Europa per certa sotterranea unanimit&#224;, per altro verso il fenomeno dello spoken word ha ormai una sua consistenza e visibilit&#224; anche da noi. &lt;br&gt;
Non a caso la riflessione teorica sulla poesia &#8216;oralizzata' trova nel raffinato lavoro di scavo di Frasca una delle sue vette internazionali, in un panorama mondiale tanto vivace di proposte, quanto scarso di riflessioni, mentre un'iniziativa editoriale come Fuori formato, diretta da Cortellessa, ha iniziato a mettere a disposizione dei lettori (e degli ascoltatori) una notevole messe di materiale, non solo proponendo nuovi autori, ma salvando dall'oblio molte delle pi&#249; importanti tra le passate esperienze.&lt;br&gt;
Cos&#236; &#232; evidente come sia ormai possibile individuare anche da noi, se non un &#8216;canone', almeno una galassia che, per quanto contraddittoriamente, lega molte esperienze contemporanee, una nebulosa in cui interagiscono, a volte cortocircuitando, le prime sperimentazioni di autori come Spatola, Vicinelli, Costa, Rosselli, Pagliarani, Balestrini, Insana, Cinque, o il cammino recente di poeti &#8216;sonori' quali Fontana e Minarelli, con la scommessa di autori &#8216;liminari', penso a Scarpa, Timi, Brondi, insieme a tanti altri che da tempo eseguono i loro testi sul palco, Lo Russo, Gualtieri, Bukovaz, la stessa Valduga, le cui doti di &#8216;esecutrice' sono spesso trascurate, Masala, Ottonieri, il gi&#224; citato Frasca. &lt;br&gt;
L'importanza dell'oralit&#224; nell'educazione dell'infanzia alla poesia ha un solido baluardo in Carminati e Tognolini e lo Slam italiano ha tenuto a battesimo autori di qualit&#224;, come Ventroni, Nacci, Fusco, Raspini, Garau e il Gruppo Sparajurji, Socci, Bulfaro, Cera Rosco.&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ci&#242; che colpisce &#232;, per&#242;, l'assenza in Italia di esordi interessanti, sia pur con qualche eccezione: Carrozzo, il giovanissimo Dubito, che ci ha lasciato troppo presto, Daino, Padua.&lt;br&gt;
Quasi che fosse gi&#224; in atto un riflusso restaurativo, gli &#8216;ultimissimi' italiani sembrano piuttosto interessati a guardare altrove, verso vecchi e nuovi silenziosi simbolismi, facendo finta che non sia successo e non stia succedendo nulla, mentre molto &#232;, invece, gi&#224; accaduto da tempo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>In gran segreto</title>
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		<dc:creator>italo testa</dc:creator>


		<dc:subject>Eventi</dc:subject>

		<description>Anna Maria Carpi ospite di &#8220;In gran segreto&#8221; Prima Rassegna estense di Poesia Contemporanea Venerd&#236; 2 marzo, alle ore 17.00, prosegue presso l'elegante cornice della Biblioteca Comunale Ariostea di Palazzo Paradiso, la rassegna di poesia contemporanea estense &#8220;In gran segreto 2012&#8221;, che vede la sua realizzazione grazie al patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia e del Comune di Ferrara, al sostegno di Hera &#8211; main sponsor &#8211; e alla collaborazione della &#8220;Libreria Sognalibro&#8221;di (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Anna Maria Carpi ospite di &#8220;In gran segreto&#8221;&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Prima Rassegna estense di Poesia Contemporanea&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Venerd&#236; 2 marzo&lt;/strong&gt;, alle ore 17.00, prosegue presso l'elegante cornice della Biblioteca Comunale Ariostea di Palazzo Paradiso, la rassegna di poesia contemporanea estense &lt;strong&gt;&#8220;In gran segreto 2012&#8221;&lt;/strong&gt;, che vede la sua realizzazione grazie al patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Provincia e del Comune di Ferrara, al sostegno di &lt;strong&gt;Hera&lt;/strong&gt; &#8211; main sponsor &#8211; e alla collaborazione della &#8220;Libreria Sognalibro&#8221;di Serenella Crivellari.&lt;br&gt;
Nell'intento di donare alla citt&#224; estense delle interviste-reading con l'autore e offrire soprattutto la bellezza della poesia, scoperta, letta, ascoltata, indagata, l'organizzazione a cura dell'&lt;strong&gt;Associazione Culturale &#8220;Gruppo del Tasso&#8221;&lt;/strong&gt; e dei direttori artistici Matteo Bianchi e Alessandra Trevisan, porta in citt&#224; la prima ospite femminile in calendario, &lt;strong&gt;Anna Maria Carpi&lt;/strong&gt;. &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Prossimi incontri&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Venerd&#236; 6 aprile: Luigi Ballerini&lt;br&gt;
Venerd&#236; 4 maggio: Fernando Bandini&lt;br&gt;
Venerd&#236; 1 giugno: Anna Toscano&lt;br&gt;
Venerd&#236; 7 settembre: Roberto Uberti&lt;br&gt;
Venerd&#236; 5 ottobre: Silvia Comoglio&lt;br&gt;
Venerd&#236; 2 novembre: Franco Buffoni&lt;br&gt;
Venerd&#236; 7 dicembre: Rita Montanari&lt;br&gt;
Venerd&#236; 11 gennaio &#8216;13: Roberto Pazzi&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Info:&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
info@gruppodeltasso.it&lt;br&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.gruppodeltasso.it/&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.gruppodeltasso.it&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
ingransegreto.wordpress.com&lt;br&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/ingransegreto&quot; class='spip_url spip_out' rel='nofollow external'&gt;www.facebook.com/ingransegreto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>MilanAnoressica - di Chiara Daino e Lello Voce Monologo in 5 scene</title>
		<link>http://absolutepoetry.org/MilanAnoressica-di-Chiara-Daino-e</link>
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		<dc:date>2012-12-16T12:08:26Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Polemos</dc:subject>

		<description>Dico soltanto che non dovete giudicare chi sbaglia perch&#233; non conoscete il giudizio di Dio (Beata Angela da Foligno) PER LEGGERLO CLICCA QUA E SCARICA IL PDF Tratto da Storie di cibo - racconti di vita Skira, 2012 Nello stesso volume testi di: Amato Balestrini Ballestra Campo Doninelli Kerbaker Marchi Scurati

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L124xH150/arton2509-4013e.jpg&quot; width='124' height='150' style='height:150px;width:124px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dico soltanto che non dovete giudicare chi sbaglia&lt;br&gt;
perch&#233; non conoscete il giudizio di Dio&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;(Beata Angela da Foligno)&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lellovoce.it/IMG/pdf/Voce_Daino_milAnoressica.pdf&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;PER LEGGERLO CLICCA QUA E SCARICA IL PDF&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tratto da&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Storie di cibo - racconti di vita&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Skira, 2012&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nello stesso volume testi di:&lt;br&gt;
Amato&lt;br&gt;
Balestrini&lt;br&gt;
Ballestra&lt;br&gt;
Campo&lt;br&gt;
Doninelli&lt;br&gt;
Kerbaker&lt;br&gt;
Marchi&lt;br&gt;
Scurati&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Napoletana (serenata a dispetto)</title>
		<link>http://absolutepoetry.org/Napoletana-serenata-a-dispetto</link>
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		<dc:creator>Lello Voce</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>PICCOLA CUCINA CANNIBALE di LELLO VOCE, FRANK NEMOLA E CLAUDIO CALIA HA VINTO IL PREMIO NAPOLI 2012 [Ibridi Letterari] In attesa di pubblicare le Motivazioni, ripropongo qua, con l'aggiunta dell'audio, il brano pi&#249; partenopeo della raccolta, con la voce di Maria Pia De Vito, la chitarra di Stefano La Via, l'elettronica di Canio Loguercio e Frank Nemola, il pianoforte di Rocco De Rosa Napoletana (Serenata a dispetto) [per ascoltare il brano clicca qui] -gli amori diceva conviene ucciderli (...)

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&lt;a href="http://absolutepoetry.org/+-Poesia-+" rel="tag"&gt;Poesia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L105xH150/arton1855-e4b4a.jpg&quot; width='105' height='150' style='height:150px;width:105px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;PICCOLA CUCINA CANNIBALE di LELLO VOCE, FRANK NEMOLA E CLAUDIO CALIA HA VINTO IL PREMIO NAPOLI 2012 [Ibridi Letterari]&lt;br&gt;In attesa di pubblicare le Motivazioni, ripropongo qua, con l'aggiunta dell'audio, il brano pi&#249; partenopeo della raccolta, con la voce di Maria Pia De Vito, la chitarra di Stefano La Via, l'elettronica di Canio Loguercio e Frank Nemola, il pianoforte di Rocco De Rosa&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Napoletana&lt;br&gt;&lt;/b&gt;
(Serenata a dispetto)&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;[per ascoltare il brano &lt;a href=&quot;http://soundcloud.com/lellovoce/napoletana-serenata-a-dispetto&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;clicca qui&lt;/a&gt;]&lt;/p&gt; &lt;p&gt; -gli amori diceva conviene ucciderli quando sono piccoli, come si fa con i bambini&lt;br&gt;
e mentre lo diceva mostrava le sue strade, i palazzi i tombini spalancati sul suo&lt;br&gt;
eccesso sul profilo stesso della sua bocca aperta come mano o cono di un vulcano&lt;br&gt; -gli amori diceva conviene farli nascere all'incrocio del tempo nello stesso momento&lt;br&gt;
in cui la lava cerca lo sbocco in cui il tocco della mano lungo il polso o la coscia&lt;br&gt;
in cui il Re di tutto il Creato e il suo corteo percorrono il suo corpo le sue vie spalancano&lt;br&gt; le sue labbra e le sue finestre&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;pecch&#232; st' ammore &#232; sciorte e' seccia / na disgrazia, na buc&#236;a che e' cosce corte&lt;br&gt;
st'ammore &#232; lastra &#8216;e preta e sape &#8216;e lemmone / &#232; nu scunciglio &#8216;e core &#8216;e cuniglio&lt;br&gt;
st'ammore &#232; nu tuosseco &#8216;e nfamit&#224; / e pure quanno te lassa &#8211; tien' &#8216;a mmente -&lt;br&gt; &#8216;o ffa scuntrusamente&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; -gli amori diceva sono come un banchetto come in due sul letto aspettando il futuro ignorando&lt;br&gt;
ogni muro cercando i vicoli d'ogni sentimento il vincolo il senso che sente che fiuta il mare&lt;br&gt;
anche quando l'acqua non c'&#232; pi&#249; ma resta il sale la macchia d'orgasmo la traccia di ghiaccio&lt;br&gt; -gli amori diceva sono come una folla come una lama a molla che scatta alle spalle come un &lt;br&gt;
dado o un tradimento accadono senza un lamento fatti d'assenza che ogni amore &#232; latitanza&lt;br&gt;
di torto e ragione d'ogni sorte &#232; la fuga d'ogni morte &#232; l'odore del mare che bagna la citt&#224; la &lt;br&gt; sua met&#224; di miseria e piet&#224;&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;pecch&#232; st' ammore &#232; sciorte e' seccia / na disgrazia, na buc&#236;a che e' cosce corte&lt;br&gt;
st'ammore &#232; na lastra &#8216;e preta e sape &#8216;e lemmone / &#232; nu scunciglio &#8216;e core &#8216;e cuniglio&lt;br&gt;
st'ammore &#232; nu tuosseco &#8216;e serpente / e pure quanno te lassa &#8211; tien' &#8216;a mmente &lt;br&gt; &#8216;o ffa maliziusamente&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; -gli amori diceva occorre che siano elastici come il metallo rigidi come le nuvole alte in stallo che&lt;br&gt;
del coltello si veda la ferita e non la lama affilata di parole che la crosta della mancanza la gogna &lt;br&gt;senza vergogna si sciolga tra il vulcano e il mare che lava e monda di lapilli gli strilli dei figli &lt;br&gt; -gli amori diceva occorre che siano fluidi come lava indurita come ginestre alle finestre come &lt;br&gt;
l'acqua nel mentre &#232; gi&#224; vapore come le antiche scie di sangue tra vicolo e vicolo come lo scolo&lt;br&gt;
di sentimenti incroci vita che schiamazza come la piazza e le sue caverne le acrobazie delle stelle&lt;br&gt; le rivoluzioni le tarantelle&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;pecch&#232; st' ammore &#232; sciorte e' seccia / na disgrazia, na buc&#236;a che e' cosce corte&lt;br&gt;
st'ammore &#232; na lastra &#8216;e preta e sape &#8216;e lemmone / &#232; nu scunciglio &#8216;e core &#8216;e cuniglio&lt;br&gt;
st'ammore &#232; nu tuosseco &#8216;e cazzimma / e pure quanno te lassa &#8211; tien' &#8216;a mmente &lt;br&gt; &#8216;o ffa distrattamente&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; -gli amori diceva vanno cotti a fuoco lento fino a che ogni ritegno sia spento fino a che sia &lt;br&gt;
certo che non mento che tu percorra le scale che scendono al mare che tutte le lacrime blu le &lt;br&gt;
lacrime amare sappiano di sale perch&#233; chi si bagna nell'acqua d'amare pi&#249; a galla non risale&lt;br&gt; -gli amori diceva vanno fritti come vendette lentamente a labbra strette assaporati bevendo acqua&lt;br&gt;
salata inseguiti e tagliati a pezzi come l'anguilla e poi crolleranno i palazzi e le loro spericolate&lt;br&gt; scalinate sospese nell'aria crolleranno le forche le farine le feste resteranno solo eserciti di madri&lt;br&gt; meste pezzi di teste&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;pecch&#232; st' ammore &#232; sciorte e' seccia / na disgrazia, na buc&#236;a che e' cosce corte&lt;br&gt;
st'ammore &#232; na lastra &#8216;e preta e sape &#8216;e lemmone / &#232; nu scunciglio &#8216;e core &#8216;e cuniglio&lt;br&gt;
st'ammore &#232; nu tuosseco fatte &#8216;e niente / e pure quanno te lassa &#8211; tien' &#8216;a mmente &lt;br&gt; &#8216;o ffa svugliatamente&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; -gli amori diceva sembrano ormai amanti che pendono appesi alla corda d'oro del loro stupore&lt;br&gt;
sembrano le ore e tutto il tempo che fabbrica e sfabbrica questo luogo questo buco questo cono&lt;br&gt;
sembrano capricci di vulcano e fame eterna di carne di pane vino e lievito aspro di mammane&lt;br&gt; -gli amori diceva sembrano ormai un maggio sfiorito torrido quanto l'inverno ferite allo sterno&lt;br&gt;
sembrano avanzi masticati di camorre e morre gengive vuote come orbite cieche pianeti nani&lt;br&gt;
sembrano nebbia resti spelta dopo la trebbia vocali mute utopie lasciate per la via sembrano&lt;br&gt; gesti senza mano&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;pecch&#232; st' ammore &#232; sciorte e' seccia / na disgrazia, na buc&#236;a che e' cosce corte&lt;br&gt;
st'ammore &#232; na lastra &#8216;e preta e sape &#8216;e lemmone / &#232; nu scunciglio &#8216;e core &#8216;e cuniglio&lt;br&gt;
st'ammore &#232; nu tuosseco fatte pe' tramente / e pure quanno te lassa &#8211; tien' &#8216;a mmente &lt;br&gt; &#8216;o ffa scustumatamente&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; -gli amori diceva sono come pidocchi come resti di sentimenti pagati a scrocco sono tutti tocchi&lt;br&gt;
vanno schiacciati tra le unghie di ci&#242; che pi&#249; conviene avvelenano le vene rovinano la pelle con&lt;br&gt;
la luce di tutte quelle stelle sono l'utopia travestita da malattia sono Pulcinella di quanto sei bella&lt;br&gt; -gli amori diceva sono come cicche schiacciate sotto il tacco sono occasioni perdute appena colte&lt;br&gt;
sono svolte spericolate sono alfabeti per analfabeti sono bussole per non tornare sono migrazioni&lt;br&gt;
fino a casa quando la casa non c'&#232; pi&#249; il respiro degli esausti colpe senza attenuanti letti senza&lt;br&gt; amanti arie senza venti &lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;pecch&#232; st' ammore &#232; sciorte e' seccia / na disgrazia, na buc&#236;a che e' cosce corte&lt;br&gt;
st'ammore &#232; na lastra &#8216;e preta e sape &#8216;e lemmone / &#232; nu scunciglio &#8216;e core &#8216;e cuniglio&lt;br&gt;
st'ammore &#232; nu tuosseco e' sentimente / e pure quanno te lassa &#8211; tien' &#8216;a mmente &lt;br&gt; &#8216;o ffa appassiunatamente&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>EPIGRAFE. M&#225;rio de S&#225; Carneiro</title>
		<link>http://absolutepoetry.org/EPIGRAFE-Mario-de-Sa-Carneiro</link>
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		<dc:date>2012-11-10T06:13:31Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Fabio Orecchini</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>Eu n&#227;o sou eu nem sou o outro, Sou qualquer coisa de interm&#233;dio: Pilar da ponte de t&#233;dio Que vai de mim para o Outro. * * * * * Esta inconstancia de mim pr&#243;prio em vibra&#231;&#227;o &#201; que me ha de transp&#244;r &#225;s zonas interm&#233;dias, E seguirei entre cristais de inquieta&#231;&#227;o, A retinir, a ondular&#8230; Soltas as r&#233;deas, Meus sonhos, le&#245;es de fogo e pasmo domados a tirar A t&#244;rre d'ouro que era o carro da minh'Alma, Transviar&#227;o pelo deserto, muribundos de Luar&#8212; E eu s&#243; me lembrarei num baloi&#231;ar de palma&#8230; Nos o&#225;sis, (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Eu n&#227;o sou eu nem sou o outro,&lt;BR&gt;
Sou qualquer coisa de interm&#233;dio:&lt;BR&gt; Pilar da ponte de t&#233;dio&lt;BR&gt; Que vai de mim para o Outro.&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
* * * * *
&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
Esta inconstancia de mim pr&#243;prio em vibra&#231;&#227;o&lt;BR&gt;
&#201; que me ha de transp&#244;r &#225;s zonas interm&#233;dias,&lt;BR&gt;
E seguirei entre cristais de inquieta&#231;&#227;o,&lt;BR&gt;
A retinir, a ondular&#8230; Soltas as r&#233;deas,&lt;BR&gt;
Meus sonhos, le&#245;es de fogo e pasmo domados a tirar&lt;BR&gt;
A t&#244;rre d'ouro que era o carro da minh'Alma,&lt;BR&gt;
Transviar&#227;o pelo deserto, muribundos de Luar&#8212;&lt;BR&gt;
E eu s&#243; me lembrarei num baloi&#231;ar de palma&#8230;&lt;BR&gt;
Nos o&#225;sis, depois, h&#227;o de se abismar gumes,&lt;BR&gt;
A atmosfera ha de ser outra, noutros planos:&lt;BR&gt;
As r&#227;s h&#227;o de coaxar-me em roucos tons humanos&lt;BR&gt;
Vomitando a minha carne que comeram entre estrumes&#8230;&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
* * * * *&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
Ha sempre um grande Arco ao fundo dos meus olhos&#8230;&lt;BR&gt;
A cada passo a minha alma &#233; outra cruz,&lt;BR&gt;
E o meu cora&#231;&#227;o gira: &#233; uma roda de c&#244;res&#8230;&lt;BR&gt;
N&#227;o sei aonde vou, nem vejo o que persigo&#8230;&lt;BR&gt;
J&#225; n&#227;o &#233; o meu rastro o rastro d'oiro que ainda sigo&#8230;&lt;BR&gt;
Resvalo em pontes de gelatina e de bol&#244;res&#8230;&lt;BR&gt;
Hoje, a luz para mim &#233; sempre meia-luz&#8230;&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
&lt;i&gt;io non sono io n&#233; sono l'altro,/sono qualcosa d'intermedio:/pilastro del ponte di tedio/che va da me verso l'Altro.&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
&lt;i&gt;Quest'incostanza di me stesso in vibrazione,/essa dovra traspormi alle zobe intermedie,/e andro avanti tra cristalli d'inquietudine,/tintinnante, ondulante .. Sciolte le redini,/i miei sogni,leoni di fuoco e d'orgasmo domati a tirare/svieranno pel deserto, morenti di chiardiluna -/
e io mi ricorder&#242; soltanto in un oscillar si palma../Nelle oasi poi s'inabisseranno lame,/l'atmosfera sar&#224; un'altra, su altri piani;/le rane mi gracideranno in rochi toni umani/vomitando la mia carne che han mangiato tra il letame..&lt;/i&gt;&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
&lt;i&gt;C'e sempre un grande Arco nel fondo dei miei occhi../Ad ogni passo la mia anima &#232; un'altra croce,/ ed il mio cuore gira;&#232; una ruota di colori../Non so dove vado, n&#233; vedo quel che inseguo../Non &#232; piu la mia orma l'orma d'oro che ancor seguo../Scivolo su ponti di gelatina e di muffe..-Oggi per me la luce e sempre mezza-luce../. . . . ./. . . . . ./I tavoli del Caff&#232; sono impazziti fatti aria../Mi &#232; caduto ora un braccio..Guarda, eccolo la che balla,/in abito da sera,nei saloni dei Vicer&#232;../(Salgo lungo di me come per una scala di corda,/e la mia Ansia &#232; un trapezio sgangherato..)&lt;/strong&gt;&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
&lt;BR&gt;
&lt;strong&gt;M&#225;rio de S&#225; Carneiro&lt;/strong&gt;&lt;BR&gt;
Luogo di nascita, Lisbona, nel 1890. Luogo di morte, Parigi, nel 1916. Un'infanzia segnata dalla scomparsa della madre, quando Sa-Carneiro aveva solo due anni; un padre militare, distratto dalle sue occupazioni; viaggi di formazione in Italia, Francia, Svizzera; la precoce vocazione alla scrittura rivelatasi negli anni del liceo; l'incontro con Fernando Pessoa e l'avventura entusiasmante dell'avanguardia con la rivista &quot;Orpheu&quot;, di cui fu anche condirettore; infine la scelta di Parigi. E a Parigi Sa-Carneiro si perde: non frequenta la Sorbona, ma il Quartiere Latino, i teatrini, i pittori; invia a Pessoa lettere in cui parla di Futurismo e Cubismo. E intanto scrive le sue poesie seduto ai caff&#232; di Boulevard des Italiens e di Place de l'Op&#233;ra, guardando la folla della capitale. Versi sensuali, ironici, allucinati: un doloroso 'journal intime'.La sua parabola &#232; tanto intensa quanto breve. In una lettera a Pessoa del 3 aprile del 1916 gli comunica l'intenzione di suicidarsi (&quot;Oggi, luned&#236; tre, mi uccider&#242; gettandomi sotto il M&#233;tro&quot;).Ma forse questo non gli sembra un suicidio adatto alla sua immagine. Sceglie una morte consona alla sua poesia: convoca gli amici portoghesi, indossa il frac e ingerisce un flacone di stricnina nella sua stanza all'Hotel de Nice. E' il 26 aprile 1916. Dell'edizione completa della sua poesia si occuper&#224; Pessoa, affettuoso autore di un suo ritratto: &quot;Genio nell'arte, Sa-Carneiro non ebbe n&#233; allegria n&#233; felicit&#224; in questa vita. Soltanto l'arte, che cre&#242; e che prov&#242;, pot&#233; dargli la consolazione di un momento. Sono cos&#236; coloro che gli d&#232;i elessero loro pari. L'amore li rifiuta, la speranza li ignora, la gloria non li accoglie. Muoiono giovani, o sopravvivono a loro stessi, cittadini dell'incomprensione o dell'indifferenza. Mario mor&#236; giovane perch&#233; gli d&#232;i lo amarono molto&quot;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Rosaria Lo Russo - Crolli</title>
		<link>http://absolutepoetry.org/Rosaria-Lo-Russo-Crolli</link>
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		<dc:date>2012-11-10T06:13:03Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Marco Simonelli</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>Dalla guerra in Iraq filtrata dalla televisione, alle crepe domestiche, alle lacerazioni interiori, ai disastri ambientali e alla decadenza irreparabile dell'umanit&#224; italiota, e pi&#249; in generale occidentale, il ritmo poetico di Crolli segue impotente e claudicante il senso di disfacimento di una civilt&#224; che, rispetto ai sei anni fa, quando questo libro era gi&#224; pronto per andare in stampa, oggi si &#232; fatto ancora pi&#249; veloce, evidente, grottescamente apocalittico e irreversibile, avvelenando ogni (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L109xH150/arton2506-f2be2.jpg&quot; width='109' height='150' style='height:150px;width:109px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Dalla guerra in Iraq filtrata dalla televisione, alle crepe domestiche, alle lacerazioni interiori, ai disastri ambientali e alla decadenza irreparabile dell'umanit&#224; italiota, e pi&#249; in generale occidentale, il ritmo poetico di Crolli segue impotente e claudicante il senso di disfacimento di una civilt&#224; che, rispetto ai sei anni fa, quando questo libro era gi&#224; pronto per andare in stampa, oggi si &#232; fatto ancora pi&#249; veloce, evidente, grottescamente apocalittico e irreversibile, avvelenando ogni spazio della quotidianit&#224; e della collettivit&#224;, come in queste poesie &#232; ampiamente rappresentato.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Per Luigi Nacci, sodale&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dicevo insomma riga dritto il fronte compatto dei dementi&lt;br&gt;
niente di nuovo alletta il fronte occidentale:&lt;br&gt;
le fronti coperte di pelle in polvere corrugano,&lt;br&gt;
diserbando, staccando arbusti, e vane colluttazioni,&lt;br&gt;
a cedimenti di guance smunte, gli ultravioletti&lt;br&gt;
di guerra corruschi annunciano signorine mezzobusto,&lt;br&gt;
con povere alla polvere ceneri nonviolente di dispersi,&lt;br&gt;
pinchi pallini bifidi tra infidi batteri, tu sp&#224;rati un&lt;br&gt;
paradiso artificiale e restaci se hai il coraggio&lt;br&gt;
di circondarti di veline scure, irsute e insistenti scassa-&lt;br&gt;
arpe metriche e petecchie, dardi codardi, avanzi pimpanti&lt;br&gt;
di guantanamera, bandiera rossa, faccetta nera.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Otturare le crepe, cremare i cadaveri, sbuffa &lt;br&gt;
imponendo: polvere alla polvere, e le ceneri siano &lt;br&gt;
disperse ridisegnando reticoli di lumi a questi &lt;br&gt;
barbuti neroni! Mammaliturchi annuncia l'annunciatrice&lt;br&gt;
insomma, scaltra ammiccando uno sconto di civilt&#224;&lt;br&gt;
per chi imbiancasse poveri da spolvero, per chi l'aria&lt;br&gt;
da funerale e bocche disfatte da manomorte&lt;br&gt;
manomettesse pure, o ponzipilati d'un altro canale. &lt;br&gt;
Evacuare i canili degli sfidanti sfedeli,&lt;br&gt;
rastrellare adozioni avide distanza d'infanti,&lt;br&gt;
ripristinare i canili per sfacciare incappucciati,&lt;br&gt;
tornare alla lingua di casa una volta stravinto un vuoto.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://rosarialorusso.wordpress.com/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Rosaria Lo Russo&lt;/a&gt;, Crolli, &lt;a href=&quot;http://www.lelettere.it/site/e_Product.asp?IdCategoria=&amp;TS02_ID=1779&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Le Lettere&lt;/a&gt;, Firenze 2012&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
Con un'opera di Renato Ranaldi
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://rosarialorusso.wordpress.com/&quot; class='spip_out' rel='external'&gt;Rosaria Lo Russo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, poetessa, traduttrice, saggista, lettrice performer, &#232; nata nel 1964 a Firenze, dove vive. Fra i suoi libri di poesia &lt;i&gt;L'estro&lt;/i&gt; (Firenze, Cesati, 1987), &lt;i&gt;Vrusciamundo&lt;/i&gt; (I Quaderni del Battello Ebbro 1994), &lt;i&gt;Sanfredianina&lt;/i&gt;, in Poesia contemporanea. Quinto quaderno italiano (Crocetti 1996),&lt;i&gt; Comedia&lt;/i&gt; (1998, con cd), &lt;i&gt;Lo Dittatore Amore. Melologhi&lt;/i&gt; (2004, con cd), &lt;i&gt;Crolli &lt;/i&gt; (2007). Ha curato tre volumi di Anne Sexton, &lt;i&gt;Poesie d'amore&lt;/i&gt; (Le Lettere 1996), &lt;i&gt;L'estrosa abbondanza&lt;/i&gt; (1997, con Antonello Satta Centanin e Edoardo Zuccato) e &lt;i&gt;Poesie su Dio&lt;/i&gt; (Le Lettere 2003) e, di Erica Jong, &lt;i&gt;Miele e sangue&lt;/i&gt; (2001).
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		
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<item xml:lang="it">
		<title>Matteo Bianchi</title>
		<link>http://absolutepoetry.org/Matteo-Bianchi</link>
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		<dc:date>2012-11-10T06:12:05Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>italo testa</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>Non immaginavo morire fosse cos&#236; semplice Matteo Bianchi Sempreverde Fasullo com'era la pietra che portava al collo, l'imitazione di una nobile premessa, una necessit&#224; vietatagli dalla nascita. Almeno ne possedeva una proiezione che si raccontava allo specchio, o intanto che guidava, coperto dal ronzio della confusione. Di quello che per lui era irraggiungibile, se non come farsa, mentre per gli altri era la norma. L'amore a cui si sentiva costretto non era altro che l'oro, il metallo (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Non immaginavo morire fosse cos&#236; semplice&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Matteo Bianchi&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Sempreverde&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Fasullo com'era la pietra che portava al collo, l'imitazione di una nobile premessa, una necessit&#224; vietatagli dalla nascita. Almeno ne possedeva una proiezione che si raccontava allo specchio, o intanto che guidava, coperto dal ronzio della confusione. Di quello che per lui era irraggiungibile, se non come farsa, mentre per gli altri era la norma.&lt;br&gt;
L'amore a cui si sentiva costretto non era altro che l'oro, il metallo prezioso in cui s'incastonava la sua gemma alla perfezione, e non aveva peso, ma impura allo stesso modo lo obbligava al terreno, frutto senza prezzo di una mano superiore.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Realt&#224; non &#232; semplicemente il contesto che ci fa stare bene? La speranza ci vizia e ci trattiene: qui smeraldi grezzi portati al collo.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Lato B&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
L'empatia che mi spinge a Lui, una simpatia vera, traghettata nel corso di certe notti insonni, di carenze e fumenti di filosofia, &#232; il suo essere insostituibile al mio: &#232; diventato, lo &#232; sempre stato, inseparabile da me. Ma solo adesso lo vedo come tale, palesemente: essendo io la preda della mia insofferenza, tossisco un'essenza assopita che non conosco; in questo ordine imposto (pure dal maggiordomo!), in una citt&#224;, la mia, in cui la nebbia sia in realt&#224; polvere da abbandono, in questa mancanza di fuoco, di sangue nuovo. Mi sento allucinato abbastanza da trasgredirvi,&lt;br&gt;
&lt;br&gt; uno tra i tanti,&lt;br&gt; &lt;i&gt;Henry Jeckill&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
[da &lt;i&gt;Fischi di merlo&lt;/i&gt;, Edizioni del Leone, 2011]&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Meta&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Adesso so che se dovessi rischiare la cancellazione da un momento all'altro, la sparizione dal traffico di anime vane in circolazione, potrei chiamarti e tu mi raggiungeresti ovunque io fossi. Oltre l''illusione passeggera di un amore, ci&#242; che importa &#232; riuscire a fondere gli ultimi istanti emaciati ai ricordi mai rinnegati, in modo che la nostra vita sia un tutt'uno con la nostra morte.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Matteo Bianchi&lt;/strong&gt;, classe 1987, si &#232; laureato in Lettere Moderne a Ferrara; oggi studia Filologia moderna e contemporanea presso la Magistrale di Ca' Foscari a Venezia. &#200; redattore delle Edizioni Kolibris e della Cooperativa Editrice Labos, si occupa di ufficio stampa e collabora con varie riviste di critica letteraria e d'arte. Ha pubblicato le raccolte &lt;i&gt;Fischi di merlo&lt;/i&gt; (Edizioni del Leone 2011) e &lt;i&gt;Poesie in bicicletta&lt;/i&gt; (Este Edition 2007).&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Nadia Agustoni</title>
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		<dc:date>2012-11-10T06:10:56Z</dc:date>
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		<dc:creator>italo testa</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>Corpo nostro PPP corpo nostro cielo di guardare ripeti la fiume pianura ripeti le dita nel cavo della bocca metti visceri di cagna all'aria vita e lingua dove sono vita e lingua e la cura &#232; cura del proprio tempo: sii corpo pensato sponda del corpo bandiera straccio della carne che nasce sventola rinasce e nelle mani dei morti e dei vivi come un suolo pi&#249; grande della morte Virgilio degli inferni e del bosco: qui la partita giochi al sole dei (...)

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 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://absolutepoetry.org/local/cache-vignettes/L105xH150/arton2503-ef460.jpg&quot; width='105' height='150' style='height:150px;width:105px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Corpo nostro PPP &lt;/strong&gt;
&lt;br&gt; &lt;br&gt; corpo nostro cielo di guardare &lt;br&gt; ripeti la fiume pianura ripeti &lt;br&gt; le dita nel cavo della bocca &lt;br&gt; metti visceri di cagna all'aria &lt;br&gt; vita e lingua dove sono vita &lt;br&gt;
e lingua e la cura &#232; cura &lt;br&gt; del proprio tempo: &lt;br&gt;
&lt;br&gt; sii corpo pensato &lt;br&gt; sponda del corpo bandiera &lt;br&gt; straccio della carne che nasce &lt;br&gt; sventola rinasce e nelle mani &lt;br&gt; dei morti e dei vivi come &lt;br&gt; un suolo pi&#249; grande della morte &lt;br&gt; Virgilio degli inferni e del bosco: &lt;br&gt; &lt;br&gt; qui la partita giochi al sole &lt;br&gt; dei campi romani l&#224; era l'attesa &lt;br&gt; senza cose un fronte di palazzi &lt;br&gt; bricolage un cemento a fare &lt;br&gt; cervello come il caglio &lt;br&gt; di pecore nel collo giovane &lt;br&gt; a pastura a vento: &lt;br&gt;
&lt;br&gt; vai mulino ai giganti &lt;br&gt; indossati veste d'arme &lt;br&gt; scrivi l'infinito dei gesti &lt;br&gt; quel che cade e si alza &lt;br&gt; e si alza ancora e sii piazza &lt;br&gt; vermiglio sonetto sulla luce &lt;br&gt; bianchissimo giorno: &lt;br&gt; &lt;br&gt; scrivi come l'ossigeno &lt;br&gt; e soffione a dire bocca &lt;br&gt;
il campo viene campo &lt;br&gt; per crescere citt&#224; l&#224; nel fuori &lt;br&gt; diavolo e sangue fiori di poco &lt;br&gt; scrivi senza la legge del libro &lt;br&gt; senza il male: &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
(Inedito 2012) &lt;br&gt; &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Nota biografica&lt;/strong&gt;
&lt;br&gt; Nadia Agustoni (1964) ha esordito con &lt;i&gt;Grammatica tempo&lt;/i&gt; (1994) Gazebo cui sono seguiti altri libri tra cui &lt;i&gt;Poesia di corpi e di parole&lt;/i&gt; (2002), &lt;i&gt;Quaderno di San Francisco&lt;/i&gt; (2004), &lt;i&gt;Il libro degli Haiku bianchi&lt;/i&gt; ( 2007). E' del 2009 per &#8220;Le voci della luna&#8221; &lt;i&gt;Taccuino nero&lt;/i&gt;. Nel 2001 &lt;i&gt;Il peso di pianura&lt;/i&gt;, Lietocolle e il Pulcinoelefante &lt;i&gt; Il giorno era luce&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Agostino Cornali - Questo spazio pu&#242; essere nostro</title>
		<link>http://absolutepoetry.org/Agostino-Cornali-Questo-spazio-puo</link>
		<guid isPermaLink="true">http://absolutepoetry.org/Agostino-Cornali-Questo-spazio-puo</guid>
		<dc:date>2012-11-10T06:10:16Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Renata Morresi</dc:creator>


		<dc:subject>Poesia</dc:subject>

		<description>(Lavoro sobrio e pur immaginifico, dal dettato pulito, asciutto, ma ancora caldo di scoperte e contatto, e dei gesti di una generazione sopraffatta da un ossessivo rumore di fondo - di infiniti solo i cantieri - che tenta un altrove pieno di tiepida grazia. Fuga s&#236;, quindi, ma negli interstizi, attraverso gli scorci della visionariet&#224; orfica o sulle frequenze del basso, quasi inudibile, ultrasuono quotidiano. Antro e signora, voragine e superficie, sia simbolo che scena della poesia di (...)

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&lt;a href="http://absolutepoetry.org/+-Poesia-+" rel="tag"&gt;Poesia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;(&lt;i&gt;Lavoro sobrio e pur immaginifico, dal dettato pulito, asciutto, ma ancora caldo di scoperte e contatto, e dei gesti di una generazione sopraffatta da un ossessivo rumore di fondo - di infiniti solo i cantieri - che tenta un altrove pieno di tiepida grazia. Fuga s&#236;, quindi, ma negli interstizi, attraverso gli scorci della visionariet&#224; orfica o sulle frequenze del basso, quasi inudibile, ultrasuono quotidiano. Antro e signora, voragine e superficie, sia simbolo che scena della poesia di Cornali &#232; la citt&#224;, che plasma i rapporti e ne effonde. Che questo spazio possa &quot;essere nostro&quot; sembrerebbe gi&#224; una conquista, una rivendicazione, o forse solo l'esposizione di uno dei tanti diritti ignorati: partecipare la &lt;i&gt;polis&lt;/i&gt;, condividerne NON il vuoto. [rm]&lt;/i&gt;)&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt;Porte de Vanves&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Nei quartieri dormitori non si dorme,&lt;br&gt;
si esce sui balconi, si sta fuori tutta notte&lt;br&gt;
a guardare oltre le cliniche&lt;br&gt;
ecomostri e costellazioni&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
a cercare Cassiopea, le Pleiadi, il ricciolo&lt;br&gt;
di Berenice&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
nessuno ci convince&lt;br&gt;
che sono vecchie storie, &lt;br&gt;
che le luci del centro&lt;br&gt;
cancellano il cielo.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A me basta un metro&lt;br&gt;
cubo d'aria purissima&lt;br&gt;
e trenta gocce di valeriana, a me&lt;br&gt;
basta la musica&lt;br&gt;
dei camion bielorussi&lt;br&gt;
fermi alla dogana&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
perch&#233; questa &#232; terra di frontiera,&lt;br&gt;
dove solo chi parte&lt;br&gt;
s'incontra per le scale&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
nessuno che ritorna,&lt;br&gt;
e chi rimane&lt;br&gt;
non riesce a dormire&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;*
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Questo spazio pu&#242; essere nostro&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
E' qui che dovremmo vivere,&lt;br&gt;
nascosti&lt;br&gt;
tra le gradazioni del verde&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
qui dove le case cadono&lt;br&gt;
a pezzi, i cani ringhiano&lt;br&gt;
prima dei temporali&lt;br&gt;
e i gatti si gettano dai tetti&lt;br&gt;
con un tonfo che ci sveglia&lt;br&gt;
nel cuore della notte.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Durante i fine settimana&lt;br&gt;
cancelliamo i nomi di tutte le vie&lt;br&gt;
per inventarci una vita diversa,&lt;br&gt;
e poter fingere di incontrarci per caso&lt;br&gt;
ad ogni svolta,&lt;br&gt;
ogni incrocio&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
come gente appena tornata&lt;br&gt;
da chiss&#224; quale paese,&lt;br&gt;
gente che non si vedeva &lt;br&gt;
da anni,&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
che chiede come stanno &lt;br&gt;
anche i parenti pi&#249;&lt;br&gt;
lontani &lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*&lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dici che dovrei sentirmi meglio&lt;br&gt;
sotto queste luci&lt;br&gt;
che non scaldano la notte.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Esposti al fuoco&lt;br&gt;
calpestiamo il cuore dell'insediamento,&lt;br&gt;
l'incrocio tra cardo e decumano,&lt;br&gt;
il centro esatto del bersaglio.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Non mi consola&lt;br&gt;
sapere che questa sera, qui,&lt;br&gt;
noi siamo il sale della terra,&lt;br&gt;
il sale gettato sulla ferita,&lt;br&gt;
sul taglio nel tessuto&lt;br&gt;
che spacca l'asfalto&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
non bastano le parole&lt;br&gt;
a ricucirlo.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Perci&#242; ti prego,&lt;br&gt;
portami via, via,&lt;br&gt;
portami a vedere &lt;br&gt;
la mia citt&#224;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Polis&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
I cantieri estivi sono ferite aperte&lt;br&gt;
nella carne calda di una citt&#224; deserta&lt;br&gt;
che senza vergogna le mostra ai turisti&lt;br&gt;
e ai pochi che sono rimasti&lt;br&gt;
slavi, rumeni, sudamericani&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
ma quest'anno &#232; quasi ottobre&lt;br&gt;
e non li hanno ancora tolti&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
si proceder&#224;, dicono, per vie legali&lt;br&gt;
e in centro ognuno a passo d'uomo&lt;br&gt;
per sentirci finalmente tutti uguali&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
davanti alle voragini&lt;br&gt;
scavate nell'asfalto&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
*
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;strong&gt;Agostino Cornali &lt;/strong&gt; &#232; nato a Milano nel 1983. Insegna materie umanistiche a Bergamo. &lt;i&gt;Questo spazio pu&#242; essere nostro &lt;/i&gt; &#232; la sua prima silloge di poesia (primo premio &quot;Opera Prima 2010&quot;, Lietocolle). &lt;br&gt;
&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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